La gestione delle acque di scarico in ambito industriale richiede soluzioni che concilino il rispetto rigoroso delle normative ambientali con la praticità installativa. Per le aziende produttive, spesso sorge la necessità di trattare le acque reflue assimilabili alle civili (es. servizi igienici, spogliatoi, mense aziendali) senza dover stravolgere l’assetto del piazzale esterno con cantieri invasivi.
A Reggio Emilia, presso un’importante azienda produttrice di mangimi, Depurtecnica ha risposto a questa esigenza con un’installazione tecnica su misura: un impianto di depurazione biologica completamente fuori terra.
Il cantiere: installazione delle vasche e logistica
L’installazione di un impianto prima pioggia di queste dimensioni richiede una gestione del cantiere estremamente organizzata per non interferire con i flussi produttivi dell’azienda.
Posa delle vasche prima pioggia in cemento
Come si vede dalle immagini della messa in opera, il sollevamento dei monoblocchi in cemento armato ad alta resistenza è avvenuto tramite l’impiego di un’autogru. Le vasche sono state calate nello scavo utilizzando brache a catena a quattro rami agganciate ai punti di sollevamento certificati, garantendo un assetto perfettamente orizzontale durante la discesa.
l posizionamento è avvenuto su un letto di posa livellato e compattato, fondamentale per evitare cedimenti strutturali nel tempo. Una volta in quota, i nostri tecnici hanno proceduto al collegamento delle tubazioni di ingresso e uscita, verificando la tenuta degli innesti e la pendenza necessaria per il corretto deflusso idraulico.
Compartimentazione e meccanica interna
All’interno delle vasche, il cuore del sistema è costituito da componenti idraulici in acciaio inox e un sistema di valvole a saracinesca. Queste strutture permettono la separazione dei fanghi e dei solidi pesanti tramite un processo di sedimentazione primaria. Inoltre, l’inserimento di un disoleatore specifico permette di intercettare eventuali tracce di idrocarburi prima del trattamento finale.
Il cuore tecnologico: impianto chimico fisico industriale
Una volta accumulate e grigliate, le acque di prima pioggia vengono inviate al trattamento di finitura. Per questo specifico sito a Reggio Emilia, la soluzione ideale è stata un impianto chimico fisico industriale montato su skid (struttura metallica sopraelevata), che permette di occupare uno spazio ridotto garantendo performance elevate.
Il processo di chiariflocculazione
La rimozione dei metalli pesanti, in particolare per rientrare nei limiti di scarico del ferro, avviene attraverso la chiariflocculazione. Questo processo chimico trasforma gli inquinanti microscopici in “fiocchi” pesanti che possono essere facilmente separati dall’acqua pulita. Per ottenere questo risultato, il sistema gestisce automaticamente tre reagenti principali:
Soda Caustica: Per la regolazione del pH e la precipitazione dei metalli;
Alpoclar (Coagulante): Per aggregare le particelle colloidali;
Polielettrolita: Per accelerare la formazione dei fiocchi e la loro sedimentazione.
Automazione e quadro di comando
L’intera gestione è affidata a un quadro elettrico cablato con componentistica di alta qualità. Il sistema è completamente automatizzato: le pompe dosatrici iniettano i reagenti nelle quantità esatte, mentre una centralina di allarme remoto monitora costantemente lo stato delle pompe e il livello dei prodotti chimici, segnalando tempestivamente eventuali anomalie tramite spie luminose.
Sicurezza Ambientale e Quadro Normativo
Il principale obiettivo dell’intervento a Reggio Emilia è la tutela dell’azienda dal punto di vista legale e ambientale. Trattare le acque di prima pioggia non è solo una scelta etica, ma un obbligo per evitare pesanti sanzioni.
In rispetto del Testo Unico Ambientale In Emilia Romagna, lo scarico delle acque meteoriche deve rispondere ai requisiti del D.Lgs. 152/06 e delle specifiche delibere regionali. Grazie alla chiariflocculazione industriale e alla successiva sedimentazione, l’impianto permette di:
Abbatere drasticamente la presenza di metalli pesanti (Ferro, Zinco, Rame);
Garantire il rientro nei limiti tabellari previsti dall’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) dello stabilimento;
Evitare lo scarico accidentale di oli e idrocarburi grazie al comparto di disoleazione integrato.
L’installazione conferma l’efficacia di un approccio “chiavi in mano”: dalla logistica pesante alla regolazione fine della chimica dei reagenti, forniamo una soluzione che garantisce continuità operativa e serenità normativa.
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